La ciclabile della Loira - da Nevers ad Angers - di Luciano e Serena
Il piacevole viaggio in bici del 2015 (sul
Danubio da Passau a Vienna) ci ha spinto a ripetere questa originale formula su
un percorso altrettanto bello, se non di più.
Abbiamo così deciso di pedalare
sul più grande itinerario ciclabile di Francia, la ciclabile della Loira, che
corre parallela a fianco dell’omonimo fiume. Lungo il suo percorso vengono
attraversati piccoli borghi, castelli e città che hanno reso questo zona
celebre in tutto il mondo, tanto da essere inserita nel Patrimonio mondiale dell’Unesco.
La Loira nasce dal Massiccio
Centrale, nel dipartimento dell'Ardèche; scorre poi
impetuosa e selvaggia per 1.020 km
attraversando 5 regioni e una ventina di dipartimenti, prima di sfociare
nell'Oceano Atlantico a Saint-Nazaire.
La pista ciclabile della Loira (“La
Loire à Vélo” in francese) si sviluppa dalla città di Nevers fino all'Oceano
Atlantico per un totale di circa 800 km. L’itinerario non presenta difficoltà
tecniche, si pedala sempre su pista ciclabile o al più su strade secondarie a
basso traffico stradale, prevalentemente pianeggianti. Solo l’attraversamento
della Touraine propone qualche tratto collinare, senza tuttavia presentare asperità particolarmente dure.
Noi ne abbiamo percorso un lungo tratto, ben 580 km, da Nevers fino ad Angers, suddividendo il viaggio in 9 tappe di chilometraggio variabile (tra 40 km e 80 km), in funzione dei luoghi visitati e
delle soste effettuate; siamo poi rientrati alla città di partenza con il treno. Queste
le tappe pedalate:
1) Nevers - Saint Satur (km 71) - https://connect.garmin.com/modern/course/13205904
2) St. Satur - Lion en Sullias (km 77)
- https://connect.garmin.com/modern/course/13206129
3) Lion en Sullias - Orleans (km
70) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206160
4) Orléans - Blois (km 81) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206182
5) Blois - Amboise (km 59) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206199
6)
Amboise - Azay le Rideau (km 74) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206233
7)
Azay le Rideau - Chinon (km 39) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206255
8)
Chinon - St. Remy la Varenne (km 70) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206368
9)
Saint Rémy la Varenne - Angers (km 32) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206386
Abbiamo viaggiato in luglio,
periodo ideale per questa zona con temperature che oscillano tra 15 e 25 gradi; la fortuna ci è venuta poi
incontro regalandoci 10 giorni di bel tempo, senza pioggia.
Nell’organizzazione del viaggio
il primo giorno ci è servito per viaggiare con la nostra auto da Monteroni a
Nevers, 1.040 km percorsi tutti d’un fiato. L’albergo prescelto “Clos Sainte Marie” è pulito e
confortevole ed ha un comodo parcheggio interno dove abbiamo lasciato l’auto alla
modica tariffa di 4,5 € al giorno fino
al nostro rientro da Angers. Abbiamo con noi le nostre nuove bici da
cicloturismo, 2 bellissimi telai in acciaio Simoncini assemblati dal negozio
Cicli Torricelli di Monteroni.
La cittadina di Nevers, situata
sul bordo della Loira, ha importanti origini storiche, un bel castello
medievale ed una cattedrale maestosa. Rispetto ad altre cittadine visitate rimane tuttavia, secondo noi, un gradino inferiore per bellezza ed interesse.
1° tappa: da Nevers a Saint Satur (km 71) - https://connect.garmin.com/modern/course/13205904


La pista, molto ombreggiata, costeggia in questo primo tratto sempre il canale; si pedala immersi nella natura su un fondo prevalentemente di asfalto, ma troviamo anche qualche breve tratto a breccia o di sentiero.
Sosta pranzo quasi obbligata, per consumare il primo dei vari “menu du jour” che assaggeremo nel corso delle varie tappe. Menù rigorosamente francesi, dove non manca mai la “canard” (anatra), le fromage de chevre (capra), le crepes e le salades, e dove spesso la nostra italiana pastasciutta viene servita come accompagnamento al piatto di carne!
Da La Charitè si riparte per
macinare più km possibile, visto che le zone più interessanti arriveranno dopo
Orleans. Si pedala così fino a Saint Satur, poco oltre Sancerre, dove abbiamo
nel frattempo prenotato la nostra sistemazione per la notte. L’Hotel “Le Verger Fleuri” è molto
tranquillo, immerso in un bel parco privato con tanto verde, abitato da alcuni
simpatici gattini e con stanze molto pulite. Cena in un pub un po’ “americano”,
niente di speciale però, poi a nanna per
ricaricarsi per il giorno dopo.
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2° tappa: da St. Satur a Lion-en-Sullias (km 77) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206129
Tappa anche questa lunga - 77 km
- necessari per arrivare celermente nella zona dei castelli, dove le soste e le visite ci porteranno via
sicuramente più tempo. Si costeggia per un lungo tratto, per la verità
abbastanza anonimo, una centrale nucleare (in Francia l’energia la producono
anche così) ed approfittiamo del
passaggio a Belleville sur Loire (al km 26) per una breve sosta colazione
presso un bel locale, ben fornito e pensato per i ciclisti.
Ritroviamo qui un altro dei
“Canal Latéral à la Loire”, vere e
proprie strade d’acqua costruite a fianco della Loira, che con sapienti giochi
di chiuse consentono alle imbarcazioni di superare il dislivello del territorio. Qui
la natura la fa da padrona: boschi infiniti, specchi d’acqua, campi
ben coltivati.
Al km 42 ci fermiamo, proprio in corrispondenza di una
di queste chiuse, per una breve sosta pranzo presso un ristorantino molto
frequentato, situato in una bella area verde. C’è posto solo all’aperto, ma il
timido sole che spunta tra le nubi renderà la scelta molto azzeccata.
Si riparte in direzione di Gien
sempre viaggiando sulla sponda sinistra; prima di passare sul lato destro facciamo una
breve deviazione per visitare il paesino di Chatillon sur Loire. Visita breve,
niente comunque di particolarmente caratteristico da segnalare. Si pedala
ancora nel verde, tra vere e proprie gallerie di alberi, fino al porto canal di
Briare. Qui riattraversiamo la Loira su un lunghissimo ponte sul quale, come a Cuffy, oltre
alla strada pedonale/ciclabile passa anche lo stesso canale: opere
ingegneristiche veramente curiose e spettacolari.
Al km 63 arriviamo a Gien. Decidiamo,
vista l’ora non tarda, di fare qualche km in più e cercare una sistemazione nei
prossimi paesi. Il primo che incontriamo è il piccolo villaggio di Saint
Gondon, sembra però che non ci siano alberghi per cui
decidiamo di proseguire fino a Lions-en-Sullias. Qui siamo più fortunati perché
ci fermiamo a chiedere informazioni proprio al proprietario di una “Gite
d’etape”, piccoli appartamenti affittati da privati. Con una modica cifra - 70€ - risolviamo in quattro e quattr’otto il problema del pernottamento e della cena.
L’appartamento, la Marescialerie,
è molto carino, ben arredato e spazioso. Avremo anche il tempo di prepararci
una colazione “francese” la mattina seguente, con tanto di bollitore francese da
caffè.
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3° tappa : da Lion-en-Sullias a Orleans (km 70) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206160
Questa è l’ultima tappa di
avvicinamento alla zona dei castelli, nel corso della quale avremo modo di
visitare il castello medievale di Sully sur Loire e che ci porterà fino alla città
di Orleans, resa celebre dalla vittoria dei
francesi - capitanati da Giovanna d’Arco - nella guerra dei cento anni sulle
armate inglesi.
Al castello di Sully arriviamo
dopo soli 13 km dalla partenza; optiamo per la visita di questo che è
l’avamposto orientale di tutti i castelli della Loira. Dopo la visita facciamo
un breve giro del paese di Sully e ripartiamo attraversando l’ennesimo ponte
per spostarci sul lato destro del fiume, fino a Chateneuf sur Loire. Qui
consumiamo un veloce (ma molto buono!) pranzo a base di baguette farcita e torta di
mele presso una caratteristica boulangerie del paese.
Riattraversiamo ancora la
Loira, per spostarci di nuovo sul lato sinistro; si alternano tratti di pista ricavati sull’argine ad altri che
invece sfruttano le stradine di collegamento tra le fattorie agricole presenti ovunque. Il primo
paese di una certa importanza che incontriamo è Jargeau, al km 48, noi però proseguiamo oltre per
arrivare in tempo a Orleans dove nel frattempo abbiamo prenotato la sistemazione per la notte.
Orleans è una bella città, il
nostro albergo “Hotel
Marguerite” è centralissimo e dopo una bella rinfrescata ci tuffiamo nelle
vie del centro. Oltre ad essere famosa per aver dato i natali a Giovanna
d’Arco, Orleans ha una bellissima cattedrale ed un centro storico molto ben
tenuto. Faremo cena in uno dei pochi ristoranti italiani presso cui ci siamo fermati,
e devo dire che abbiamo mangiato una pizza buonissima.
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Ripartiamo di buon mattino anche perché le giornate adesso sono più calde e conviene
pedalare in orari più consoni alle temperature che troveremo nel mezzo del giorno. Si oltrepassa la Vienne e subito ci si presenta una bellissima veduta
di Chinon dal lato opposto del fiume, foto obbligata!
Si riparte nel primo pomeriggio,
fortunatamente la pista corre a fianco della Loira e risente positivamente
della leggera frescura che il fiume sa regalare. Pedaliamo intensamente, con
l’obiettivo di arrivare il più possibile vicino ad Angers; lungo la strada un
cenno particolare lo merita La Toureil, un borgo affacciato sulla Loira che sembra essere,
con i suoi muretti affacciati sull’acqua, quasi un paese marinaro anziché
fluviale.
Il nostro albergo, l'Hotel Continental è strategicamente posto nel centro città e molto confortevole.
4° tappa: da Orléans a Blois (km 81) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206182
Da Orleans inizia il tratto più
celebre della valle della Loira, caratterizzato da una lunga sequenza di
castelli che ha reso questa zona famosa nel mondo intero. Oggi arriveremo a
Blois, la città reale, e lungo la strada ci fermeremo ben due volte.
La prima sosta la facciamo al
castello di Meung, che raggiungiamo dopo circa 20 km. E’ un castello medioevale
di proprietà privata, che presenta due facciate molto diverse a seconda da dove
lo si osserva. Durante la visita si possono osservare molte stanze arredate, che raccontano come si svolgeva la vita nel castello nei secoli passati. La parte più suggestiva è
il granaio posto sotto tetto, con una vista spettacolare delle travature in
legno che sorreggono la copertura in ardesia delle torri e del tetto.
Ripartiamo dopo un oretta da Meung in direzione di Beaugency, per poi continuare su un lungo tratto poco abitato, che ci fa aggirare un’altra
centrale nucleare. Al km 45 attraversiamo la Loira su un altissimo ponte, su cui curiosamente
si sono piazzati dei pescatori che pescano con le canne dai bordi del ponte. Ci
spostiamo quindi sul lato sinistro per abbandonare il fiume e dirigerci verso
il castello rinascimentale di Chambord, dove arriviamo alle 17, giusto in tempo
per fare l’ultima visita.
La strada di ingresso al Castello
è molto "regale", un infinito rettilineo che taglia in
due il bosco per circa 4 km tutti dritti. E’ il castello più grande di quelli
della Loira, alla cui costruzione ha lavorato anche Leonardo da Vinci; è stata
la residenza di campagna e di caccia di vari re di Francia, da Luigi XII a
Francesco I, a Luigi XIII. L’ultimo
proprietario fu la famiglia Ducale di Parma, prima di essere acquistato dallo
stato francese nel 1930. Il castello richiama giornalmente migliaia di visitatori ed è diventata ormai una tappa
obbligata di tutti coloro che programmano un viaggio da queste parti. Diciamo
che è una meta “classica” del percorso, ma l’enorme flusso turistico gli ha
fatto perdere la spontaneità e le piccole curiosità che si possono trovare invece
in altri castelli.
La nostra visita è abbastanza veloce, anche perché alle 18 il castello chiude i battenti. In uscita la pista ciclabile percorre una serie di strade a basso traffico lungo il fiume Cosson, in direzione
di Blois. Qui il territorio è un po’ più movimentato, qualche salitella anche
se niente di particolarmente impegnativo; ritroviamo la Loira proprio alle
porte di Blois, una città ricca di storia che merita veramente una visita
approfondita.
Il nostro albergo, il Citotel Hotel Louise de Savoie è nella parte alta della città, e facciamo un po’
di fatica a raggiungerlo perché per ben due volte ci troviamo di fronte a delle
vie di accesso che non sono strade ma
lunghissime scalinate.
Scopriamo solo dopo che l’albergo
è vicinissimo al centro storico, proprio sopra il castello reale ed i suoi
bellissimi giardini. Dopo una cena presso un bel ristorante ci dedichiamo ad
una visita notturna del centro storico di Blois, molto caratteristico.
5° tappa: da Blois ad Amboise (km 59) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206199
Prima di ripartire da Blois non
potevamo esimerci dalla visita del Castello Reale. È stato la residenza di
numerosi sovrani di Francia, ed ha una originale costruzione architettonica
frutto di numerosi interventi fatti nel corso dei secoli: intorno al cortile centrale
i vari lati (in stile gotico,
rinascimentale e neoclassico), rappresentano una importante testimonianza dell’evoluzione
dell’architettura francese, dal Medioevo al periodo classico. Visita molto
bella, un bel tuffo nella storia dell’Europa degli ultimi 500 anni.
La visita ci porta via un
bel po’ di tempo, e ripartiamo solo alle 11 con destinazione Chaumont e Chenonceaux.
La giornata è molto calda e per arrivare a destinazione si deve lasciare la
Loira per addentrarsi su strade di campagna abbastanza assolate, con numerosi saliscendi. Complice anche un piccolo errore di percorso, che ci farà percorrere quasi 10 km in più, ed il gran caldo, e visto che Chenonceaux l’avevamo già visto
in una precedente vacanza in Francia, decidiamo a metà strada di rinunciare e deviare direttamente
verso la nostra meta finale di giornata, Amboise.
Anche Amboise è sede di un
importante castello, residenza nel passato di molti re di Francia. Arriviamo
dall’alto, proprio alle spalle dei due castelli principali: quello reale
summenzionato e il Castello Le Clos Lucé, dove abitò Leonardo negli ultimi anni
della propria vita.
E’ però ormai tardi per la visita
e ci dirigiamo così al nostro albergo, che questa volta è un residence un po’
distante dal centro, ma più che la distanza è la presenza di una ripida strada
per arrivarci a renderlo meno comodo di quello che ci aspettavamo. La cena invece la faremo in pieno centro ad
Amboise, dove troviamo un sacco di turisti e di vita.
6° tappa: da Amboise a Azay le Rideau (km 74) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206233
Tappa lunghetta, l’obiettivo è
oltrepassare Tours e dirigersi verso Villandry, per concludere poi la giornata
ad Azay le Rideau, dove abbiamo prenotato la notte in un curioso albergo dove
le camere sono ricavate in grotte naturali di tufo, sapientemente arredate.
Giornata molto calda, si parte presto saltando la visita del castello di
Amboise, che ci avrebbe portato via troppo tempo.
La pista abbandona dopo pochi km
i bordi della Loira ed assume un profilo altimetrico un pochino più
movimentato. Si attraversa la Touraine, un territorio collinare famoso per il
vino e dove non mancano le grotte scavate nel tufo. Il percorso è vario, un
pò più impegnativo del solito ma sicuramente meno monotono, non ci si annoia!
Tappa obbligata a Tours, città
fondata dai romani e ricca di storia, ex capitale del regno di Francia, che meriterebbe avendo più tempo una visita
più approfondita. Ci fermiamo a mangiare presso un locale del centro, e prima
di lasciarla facciamo un breve tour che ci porta nella centralissima piazza
Plumereau, dove si affacciano alcune caratteristiche case con la struttura “a
graticcio” di legno.
Tours è inoltre famosa per essere
molto ricca di aree e parchi verdi, ed infatti la ciclabile prima di lasciare
la città ci porta a fare un piacevolissimo giro in un bellissimo parco intorno
al Lac de la Bergeonnerie (di cui tra l’altro - sbagliando strada - ne
percorreremo due volte il periplo).
Siamo nelle ore centrali del
pomeriggio, il caldo comincia a farsi sentire. La pista costeggia ora lo Cher,
uno degli affluenti della Loira, e la vicinanza al corso d’acqua ci consente di
viaggiare un pò più al fresco; nei pochi momenti in cui si abbandona il
corso d’acqua la calura si fa però subito sentire. Arriviamo al Castello di Villandry
in pieno pomeriggio, sotto un sole cocente; abbiamo ancora un po’ di strada da
fare e così decidiamo, non prima di essersi rinfrescati presso un bar del
paesino adiacente al castello, di
proseguire fino ad Azay le Rideau.
Arriviamo ad Azay stanchi, e ci dirigiamo
subito a scoprire l'insolita sistemazione prenotata "Troglodelice": una camera ricavata in una grotta di tufo, per un soggiorno diverso dal solito!
Azay le Rideau è una bella
cittadina, con un bellissimo castello che visiteremo la mattina seguente. Unico
aspetto negativo: le zanzare (les mosquitos), che appena il sole tramonta
cominciano ad infastidirci non poco…
7° tappa: da Azay le Rideau a Chinon (km 39) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206255
Una delle tappe più brevi, ma solo perché abbiamo fatto ben
due visite ai castelli: in partenza quello di Azay, alla fine quello di
Chinon.
Il castello di Azay le Rideau, in
ristrutturazione, è secondo noi uno dei più affascinanti della valle, inserito
armoniosamente in un bel parco con laghetti, alberi secolari e canali. Non ha
le dimensioni enormi di Chambord e di
altri castelli, e forse proprio a questo deve la sua bellezza. Lo visitiamo di
prima mattina, dopo un’ottima colazione a base di prodotti locali (burro
salato, marmellate, baguette, tutto fatto in casa) servita dal nostro padrone di casa.
Purtroppo a causa della ristrutturazione solo alcune stanze possono essere visitate.
Ripartiamo costeggiando il fiume Indre
fino alla sua confluenza con la Loira, dopodichè arriviamo al castello di Ussé (per intendersi quello della “Bella addormentata nel bosco”). Qui avevamo
programmato una visita, ma abbiamo deciso di soprassedere all'ultimo momento (castello
privato, costo biglietto decisamente elevato, tempo disponibile non molto) e ci siamo invece concessi una piacevole sosta pranzo presso un bel localetto situato nel centro del paesino.
Ripartiamo abbandonando nuovamente la Loira
per dirigerci verso Chinon, città medievale sovrastata da un castello veramente
molto particolare, che questa volta non ci facciamo sfuggire. Monumento storico
di Francia, la fortezza si compone di tre blocchi distinti: il Fort
Saint-Georges, lo Chateau du Milieu e il Fort de Coudra. Restaurato
recentemente, racconta al suo interno la
storia di un periodo che vide la Francia strettamente legata all’Inghilterra.
Fu inoltre teatro dello storico incontro fra Carlo VII e Giovanna d’Arco.
Dall’altissima torre dell’Orologio si gode una magnifica vista sulla città e
sulla Vienne, il fiume che la attraversa.
Fortunatamente arriviamo
dall’alto e ci troviamo direttamente all'entrata del castello; per chi invece viene dalla parte bassa della città la salita alla rupe è veramente notevole, meno male che la faremo in discesa!
Dopo la bella
visita scendiamo in città in cerca del nostro albergo, La Bella Epoque,
sistemazione più "normale” dopo l’esperienza nella grotta. L’albergo è comunque
pulito e gestito da una signora molto attiva che oltre all’albergo si occupa
anche del bar sottostante.
La sera è dedicata alla scoperta
di Chinon, che si rivela essere una bellissima città medioevale, ricca di
strade e palazzi tutti scolpiti nel
caratteristico tufo bianco di questa zona. Passeggiando per le vie del centro si percepisce l’importanza che la
città ha avuto nel corso dei secoli.
8° tappa: da Chinon - St. Remy la Varenne (km 70) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206368
La tappa si caratterizzerà poi per un
profilo altimetrico molto movimentato. Territorio collinare, si pedala tra colline di tufo
dove nel corso dei secoli sono state scavate centinaia di grotte, in passato
anche abitate dall’uomo ed oggi adibite a cantine e alla coltivazione dei
funghi; inoltre non mancano interventi di recupero che hanno consentito di
ricavare in questi spazi degli accoglienti
locali per la sosta dei turisti, o anche delle botteghe artigiane.
La prima sosta significativa è a
Candes Saint Martin, un borgo costruito sulle sponde della Vienne. Qui oggi rimane traccia di un traghetto che collegava le due sponde del fiume
(mandato in pensione dal ponte costruito nel corso del '900), ed un bellissimo punto panoramico raggiungibile con un breve sentiero (10 minuti) da
percorrere a piedi e da cui si può
osservare l’immensa piana che circonda la confluenza della Vienne con la Loira.
Si prosegue ancora con
innumerevoli saliscendi, costeggiando le
colline dove non mancano i vigneti: sembra quasi di essere in Toscana!
A Souzay
Champigny la strada si infila improvvisamente in un arco naturale e ci introduce in un curioso ambiente formato da una serie di grotte scavate nel tufo, abitate dall’uomo
nell’antichità e progressivamente abbandonate nel corso dei secoli. Sono state
però sapientemente restaurate e sanno regalare ai visitatori un colpo d’occhio
molto particolare su quella che poteva essere la vita degli abitanti di queste zone nel corso del primo
millennio.
Si prosegue fino a Saumur,
cittadina sede di un importante
castello. Saltiamo la visita del castello, ma ci concediamo uno squisito pranzo nella
piazza centrale, molto ben curata.
A Saint Remy la Varenne
incrociamo una Gite d’Etape posta in un vecchio presbytere (una specie di casa
parrocchiale), si è fatto tardi e per
non rischiare decidiamo di fermarci a dormire qui. Il gestore, contattato da un
ragazzo cui abbiamo chiesto informazioni, ci offre una bella camera mansardata,
da cui si gode una bellissima visita sul paesino e sulla chiesa adiacente.
Il paese non è gran che, un bar,
un ristorante, e niente di più. Scelta obbligata quindi sia per la cena che per
la colazione, entrambi qualitativamente diciamo scarsini...
9° tappa: da St Rémy la Varenne ad Angers (km 32) - https://connect.garmin.com/modern/course/13206386
L'ultima tappa, come sempre, è un mix di sensazioni contrastanti. Alla gioia per aver portato a termine il viaggio fa da contraltare la malinconia per l'avvicinarsi della fine di questa bella avventura.
La Loira è sempre più grande, e la ciclabile sfrutta molto le stradine di campagna che collegano le varie aziende agricole.
A circa metà strada un curioso passaggio ci attende. La pista finisce infatti di fronte ad un canale, dove un piccolo traghetto può essere utilizzato per superare la via d'acqua. La curiosità è che il traghetto è legato alle due sponde con una catena che va svolta e riavvolta da noi, una volta saliti a bordo, per guadagnare la sponda opposta.
Alle porte di Angers ci aspetta, prima di entrare nel centro città, un caratteristico passaggio tra le cave di ardesia. Angers è stata infatti per lunghissimo tempo il centro principale nell'escavazione di questo materiale che è tutt'oggi usato moltissimo in Francia per la copertura dei tetti.
La pista attraversa un parco ricavato tra i vari pozzi dove nel passato si estraeva l'ardesia, oggi diventati dei laghi di un colore azzurro bellissimo, ed è molto suggestiva!
Arriviamo nel centro di Angers in orario pranzo, giusti giusti per fiondarci in un bel locale e consumare un ottimo dejeneur a base di crepes di farina di grano saraceno (gallettes de sarrasin), specialità bretoni farcite con ripieni salati, e di crepes dolci (au beurre salé).

Abbiamo tutto il pomeriggio da dedicare alla visita della città.
Ultima tappa: visita di Angers e rientro a Nevers
La mattina seguente è invece dedicata alla visita del castello di Angers, posto su una rupe che domina il fiume Maine.
Costruito dai Conti di Angiò, che ne fecero la loro residenza fino al passaggio sotto il regno di Francia, è molto ben conservato e merita sicuramente una visita. Al suo interno è collocato l'arazzo dell'Apocalisse, un'opera risalente al 1300 che attraverso varie vicissitudini è giunta quasi intatta ai giorni nostri. Si tratta di un ciclo di arazzi ispirati all'Apocalisse di San Giovanni, di oltre 100 mt di lunghezza e 6 di altezza.
Nel pomeriggio riprendiamo le nostre bici e ci rechiamo in stazione (tra l'altro quella di Angers è bellissima) per rientrare comodamente a Nevers con il treno.
Siamo giunti al termine del nostro itinerario: una bellissima avventura in sella alle nostre bici, durante la quale siamo riusciti a coniugare felicemente tanti aspetti così diversi tra loro, dall'attività sportiva al paesaggio, alla natura, alla cultura, alla storia.... e dulcis in fundo ai sapori culinari!
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