martedì 14 maggio 2013

Elba 2013 - Mare e MTB, il binomio perfetto per un viaggio da ricordare!


Qui le foto del viaggio


Un viaggio in bici è una cosa che non si improvvisa facilmente, ci vuole spirito di avventura, un’adeguata preparazione, la forza di carattere per affrontare percorsi mediamente impegnativi e raggiungere le mete prefissate, un affiatato gruppo che nella nostra associazione non manca proprio!
Il viaggio all’Elba, isola conosciuta e già meta di un viaggio lo scorso anno, aveva delle peculiarità che lo rendevano ancor prima di partire carico di appaganti aspettative. Un’isola bellissima, dove a disposizione dei bikers ci sono percorsi di tutti i tipi che consentono, in pochi km, di passare dai freschi boschi di castagno alla macchia mediterranea, fino ad arrivare alle spiagge più belle ed incontaminate. Lontani dalla confusione del turismo estivo, senza fretta, abbiamo pedalato su questi magnifici percorsi, prendendoci il giusto tempo per godere ciò che la natura ci regalava e portando a casa delle bellissime emozioni, ricordi indelebili della vacanza.
Andrea, Michelle, Carmela, Mario, Marco, Gabriele, Stefano e Luciano: questi i bikers presenti all’appello. Il viaggio era articolato su 3 giorni (venerdì-domenica) con partenze e arrivi scaglionati: 4 persone il venerdì, altre 4 il sabato quando abbiamo fatto un giro tutti insieme, mentre la domenica restiamo in 6 a completare l’ultimo percorso.



Il giro del venerdì si svolge nella parte centrale dell’isola, sui sentieri di crinale che collegano la dorsale elbana da Monte San Martino a Monte Orello. Da qui picchiata sul golfo di Lacona e successiva risalita molto impegnativa al Monte Tambone che quest’anno, a detta dei nostri bikers, è stata un po’ risistemata dopo i danni dell’alluvione del 2011. L’ultimo tratto prevede ancora una discreta salita, la Serra di Literno, che riporta in quota i bikers per le ultime due fantastiche discese in single track a completare il percorso.

Sabato 11 è in programma il giro sui sentieri della parte ovest, sulle pendici del Monte Capanne. Partenza in salita verso il Serrone delle Cime, poi discesa fino a Procchio da dove si percorre per qualche km la strada asfaltata verso Marciana. All’altezza di Redinoce si lascia l’asfalto per prendere il sentiero che in costante salita ci conduce prima al Poggio (a 330 mt di quota) e poi alla sommità del Monte Perone (a quota 630). La salita percorre una stradina stretta ma asfaltata (“la salita tagliagambe”, così recitavano delle scritte sull’asfalto…), faticosa ma tutto sommato fattibile. In vetta una bella area attrezzata sembra sia lì ad attenderci, ed infatti decidiamo di farci il nostro picnic, all’ombra della bella pineta. Si riparte poi verso la parte più attesa dell’itinerario, l’interminabile discesa che dai 630 mt di quota ci porterà fin sul mare.
La prima parte, che si svolge nei boschi misti di castagni, lecci e acacie, è stata disegnata dai free riders elbani: salti, serpentine tra gli alberi con tanto di sponde, tanti tratti guidati da sballo! Poi all’improvviso il bosco lascia il posto alla bassa macchia mediterranea, il panorama si apre e davanti a noi si aprono scenari da cartolina, con i paesini che punteggiano le colline, ed ancora più in basso il mare con il suo colore turchese, un colpo d’occhio bellissimo. Si scende per single track interminabili che si snodano tortuosi tra i massi di granito tipici di questa parte dell’isola.
Superata una cava di granito un breve tratto pianeggiante ci conduce verso l’ultimo viottolo prima del mare, uno strettissimo trail che in mezzo ad un tripudio di fioriture primaverili che profumano e colorano l’ambiente in un modo esaltante arriva proprio sopra la spiaggia di Cavoli.
Notoriamente “assolata e affollata” nei mesi estivi, la spiaggia si presenta invece in una veste inconsueta, poca gente e mare invitante, con Marco non mi faccio sfuggire il primo bagno di stagione! Acqua fredda ma solo all’inizio, poi si stava veramente bene!!
Si riparte in direzione Marina di Campo, la prima parte è in asfalto ma superata la spiaggia di Palombaia  uno stretto single track a precipizio sul mare rende di nuovo appassionante il percorso. Si arriva a Marina e da qui un breve trasferimento pianeggiante ci conduce ai piedi dell’ultima salita che ci riporterà sul Monte San Martino. Salita di quelle toste, uno stretto sentiero che si inerpica nel bosco di leccio e corbezzolo, nei tratti più ripidi l’acqua ha scavato dei profondi solchi che lo rendono oltremodo tecnico. Si spinge un po’, ci si sfida sui tratti tecnici ma pedalabili, la salita è dura ma sicuramente non noiosa… Raggiunto il crinale un breve tratto di piano e poi giù in discesa verso Villa Napoleone, con l’ultimo sentiero veramente da libidine, fluido, veloce, fondo battuto, insomma quello che ci voleva dopo la fatica della salita. Si ritorna all’albergo alle 18, 8 ore di uscita per 60 km!

Domenica 12 è invece in programma il giro sul Monte Calamita. Fin dai tempi degli Etruschi sull'isola d'Elba si estraeva il ferro, e fino agli anni ‘80 l’attività mineraria era l’occupazione principale degli elbani. Il promontorio di Calamita, dietro all'antico borgo di Capoliveri, è stato per secoli il sito principale di questa attività. Da qui parte una strada sterrata perfettamente pianeggiante che si inoltra verso la parte più estrema del promontorio, con panorami mozzafiato sulla frastagliata costa sottostante.
Il bello viene dopo pochi chilometri, all’altezza della spiaggia dell’Innamorata uno stretto sentierino scende in picchiata verso la spiaggia, ad ogni tornante sembra quasi di precipitare nel mare sottostante. Dalla spiaggia si attraversa poi un rilassante tratto di di macchia mediterranea e ci si dirige verso i resti della miniera: strutture arrugginite e fatiscenti sovrastano montagne di residui minerari, direttamente sul mare, un contrasto veramente incredibile.
I nostri amici elbani, che da qui fanno passare la GF di Capoliveri (Legend CUP) hanno disegnato nella zona mineraria dei bellissimi percorsi. Dal mare si risale infatti a Poggio Polveraio, poco sopra la panoramica, dove ci aspettano scenari da Gran Canyon. 
Arrivati alla Fattoria delle Ripalte un ultimo strappetto verso Poggio Fino ci porta alla lunga discesa che con un'infinità di tornantini, su fondo un pò smosso ma molto divertente, precipita sulle spiagge incontaminate e deserte della costa orientale; un'occasione da non perdere per fare un bel bagno tutti insieme, e questa volta nessuno ha dimenticato il costume in albergo!!



Si arriva stanchi, felici ma anche con un leggero dispiacere, consapevoli che la vacanza volge al termine; ricordiamoci però che l’arrivo di oggi è il presupposto per la partenza di domani,  o perlomeno questa è la mia filosofia!
Alla prossima!