venerdì 28 giugno 2013

In Viaggio sui Monti della Luna - gita MTB 2013

Come di solito mi piace fare per le gite più belle ed importanti, anche questa volta ho voglia di lasciare una traccia scritta della gita in montagna, da rileggere magari più avanti nel tempo e con la quale ricordare i piacevoli momenti trascorsi insieme.

Quest’anno, al momento di scegliere la meta, ci eravamo indirizzati su una zona nuova per noi, le Alpi Piemontesi dell’Alta Valle di Susa, grazie anche ad un’accattivante proposta reperita in rete, “Passaggio a Nord Ovest” di Matteo Zunino.
La proposta è subito piaciuta a tutti ed ha raccolto tante adesioni, ben 15 i partenti!
Organizzazione capillare sin da subito, non tralasciando quasi niente al caso. Quest’anno ci eravamo appoggiati ad una guida locale, Matteo Zunino, una scelta che si è rivelata azzeccata sia per la persona di Matteo sia per gli indubbi vantaggi che un profondo conoscitore del territorio può offrire accompagnando un gruppo numeroso come il nostro. Altre scelte importanti e direi molto apprezza
te sono state quelle di fare due giorni itineranti, trascorrendo una notte in rifugio in quota, e di organizzare delle soste pranzo presso i rifugi anziché “a sacco”.

Questi i bikers partecipanti: Luciano Fusi, Mario Parri, Antonio Miano, Carmela Pace, Marcello Guerrini, Andrea Tamagnini, Gabriele Sgroi, Andrea Romani, Michelle Abaijan, Stefano Becatti, Paolo Cortesi, Simone Fusi, Simone Pagni, Tiziano Dominici, Massimiliano Cena.
Un gruppo nutrito e ben affiatato, che ha consentito a tutti (chi più, chi meno allenato) di partecipare e divertirsi sui percorsi di alta montagna della Val di Susa; ed anche chi non ha potuto pedalare, la nostra “wonder woman” Carmela, ha avuto la possibilità di percorrere a piedi i suggestivi sentieri in quota, sapendo che il nostro viaggio era anche il suo e che ogni sera, al termine delle “fatiche quotidiane”, ci saremmo trovati tutti insieme a chiacchierare sulle avventure della giornata.

L’arrivo a Cesana Torinese (Hotel Casa Cesana) nella serata di mercoledì ci aveva caricati a 1000, solo le previsioni meteo per il giovedì, non proprio belle, ci davano qualche preoccupazione. Ma dopo il briefing con la nostra guida Matteo (e le previsioni di Meteo France più abbordabili) già confidavamo che la mattina saremmo partiti per il giro previsto.

 Giovedì 20/6 - Sestriere/Rifugio Gimont

Si parte da Cesana alle 9 per trasferirsi con i nostri mezzi a Sestriere, da cui avrà inizio il giro. A Sestriere c’è una leggera pioggerella, un pochino fastidiosa, ma non fa freddo e partiamo per il giro programmato. Si attraversa il paese (non bello, case nuove messe lì senza un tratto originale, a me non è piaciuto ma è opinione personale) e si imbocca la strada in salita verso Col Basset.
Salita regolare, che ci porterà dai 2000 mt. di Sestriere fino al bivio per il Sentiero Bordin, dove il nostro grande maratoneta Gelindo si allenava per vincere l’Olimpiade.


Un bellissimo ed infinito single track, con la prima parte pianeggiante ed un secondo tratto con una bella discesa tutta da guidare, peccato solo che le nuvole ci abbiano “rovinato” il panorama, ma non si può avere tutto!

Si scende ancora passando per Champlas du Col, poi una ripida discesa su un viottolino in mezzo ai prati ci porta a Sauze di Cesana. Si attraversa la statale e si percorre un bel trail in mezzo ad un bosco verdissimo, fino ad arrivare a Bousson. Da qui leggera salita che costeggia un impetuoso torrente fino a Thures, dove nella piazzetta centrale fa bella figura una caratteristica
fontana esagonale, e si prosegue sulla strada che costeggia il torrente Chabaud.
Si arriva ad un ponte, lo si attraversa ed inizia la ripida salita che in pochi km ci porterà da quota 1500 a
oltre 2000; arrivati in quota un lungo sentiero pianeggiante ci fa arrivare al Rifugio Capanna Mautino, dove ci aspetta un meritato ristoro a base di prodotti tipici del luogo (formaggi, salumi, strudel…). Ristoro leggero, perché dobbiamo percorrere ancora qualche km per arrivare al Rifugio Gimont dove pernotteremo.
Da Mautino si riparte verso Roc La Luna, prima parte abbastanza
impegnativa ma poi la salita si fa più regolare e ci conduce fino ai 2350 mt. di quota; immersi in un paesaggio lunare, con le nuvole basse che ogni tanto ci avvolgono, bellissime emozioni in un ambiente naturale veramente particolare.
La discesa verso Gimont è molto varia: all’inizio si scende in mezzo ai prati, con pendenze a volte sostenute ma con panorami molto belli, si arriva infine ad un ultimo single track che in un bellissimo bosco di larici scende a precipizio su Baita Gimont.
Prima giornata OK, percorso da 4 stelle, tempo non perfetto ma alla fine ci ha voluto bene! E poi il Rifugio è in una località molto amena, si mangia e si dorme pure bene!


Distanza: km 39,73
Quota massima : mt. 2.374
Quota minima: mt. 1.538
Aumento di quota: mt. 2.124
Tempo totale: 7:58:04
Tempo in movimento: 4:49:51


Venerdì 21/6 - Rifugio Gimont/Cesana


La mattina di venerdì si apre con un meteo molto diverso: cielo terso, aria frizzantina, l’ideale per una giornata da trascorrere in bici, e l'umore del gruppo ne risente positivamente!
Si parte ripercorrendo a ritroso l’ultima discesa del giorno (quindi salita….) ma è un breve tratto, subito ci aspetta una discesa in single track fino alle piste da sci sopra Monginevro.
L’ultima pista è un po’ ripida, forse troppo da fare in bici, tutti a piedi!!
A Monginevro si lasciano i boschi ed il panorama si apre, davanti a noi i Monti della Luna con sulle vette i vecchi forti francesi posti a guardia del confine.
Si inizia a salire su una sterrata militare che in 5 km ci porterà ai 2450 mt. del Fort du Gondran.
Dal forte, grazie anche alla splendida giornata, si gode un panorama eccezionale sul versante francese di Briancon.
Ci attende adesso un interminabile trail, che all'inizio percorre alcuni tratti in cresta e poi si trasforma in un lungo traverso che mantenendosi sempre in quota tra i 2200 ed i 2300 mt. ci porta al Lago dei sette
colori.

Una durissima rampa ci attende per superare la conca dove si specchiano le acque multicolori del lago, ma la salita sarà ampiamente ricompensata da una fantastica discesa, 3 km sempre in single track guidato fino a Capanna Mautino.
Per i più ardimentosi c’è tempo di fare un piccolo anello intorno ai laghi di Foiron, con un paio di discese entusiasmanti. Si torna di nuovo al
rifugio dove ci attende Marco, il gestore, con un lauto pranzo: antipasto, polenta concia (col formaggio fuso), polenta con ragu di carne e salsicce, crostata.
Dopo un pasto così nessuno ha voglia di salita, ed infatti sarà tutta discesa fino a Cesana. Il problema è che Matteo prende un sasso proprio all’inizio del sentiero, distrugge cambio e catena ed è costretto a togliere tutto e viaggiare senza
trasmissione; si decide allora per una piccola deviazione, una ripida discesa nel bosco che ci porterà direttamente a Cesana, deviazione peraltro apprezzata perché il viottolino è tecnico e divertente, anche se richiede un po’ di manico…

Si conclude il giro rientrando all’albergo, anche questo è stato un giro superlativo, panoramico e divertente!



Distanza: km 39,76
Quota massima : mt. 2.443
Quota minima: mt. 1.346
Aumento di quota: mt. 1.352
Tempo totale: 7:43:43
Tempo in movimento: 4:17:13


Sabato 22/6 - Cesana /Cotolivier/Cesana


Il giro del sabato lo facciamo in autonomia, anche se Matteo ci ha dato tracce e istruzioni precise. In programma il Tour del Cotolivier, nella zona ad ovest tra Cesana e Oulx.

Breve tratto iniziale di asfalto, poi in corrispondenza del bivio di Fenils si prende la strada sterrata che sale, con numerosi tornanti, al Colletto Grigio prima e al Colletto Rosso poi. Da qui un bel single track che attraversa un bellissimo bosco di larici ci conduce verso la frazione di Desertes; il paesino, ancorchè poco abitato, è veramente caratteristico e merita una visita.
Si riparte in salita, sempre in single track, fin sotto il borgo abbandonato di Lozet, dove ci aspetta una breve sezione di “portage” per risalire la dura rampa che porta alle case del borgo; ci aspetta adesso un tratto più facile fino all’intersezione con la strada che sale verso la Cappella del Cotolivier. La salita è regolare ma abbastanza lunga, anche perché la chiesetta si trova a quasi 2100 mt di quota.






In vetta il panorama è bellissimo, la vista spazia da nord/est/sud sulla val di susa e regala degli scorci bellissimi; tra l’altro la cappellina viene aperta solo l
a prima domenica d’estate e siamo capitati “a fagiolo” per poterla vedere anche all’interno.


Dalla chiesetta si riparte per una fantastica discesa, la prima parte è un viottolino stretto tutto saliscendi che percorre la cresta del bosco, divertentissimo ma non bisogna sbagliare! Poi si entra nel bosco, dove ci attende una lunga picchiata verso Vazon; la discesa è molto bella, veloce ma sempre da guidare alternando tratti tecnici ad altri più lineari, mai comunque difficili.


Si arriva al Rifugio La Chardouse, anche questo si rivelerà una scelta azzeccatissima per la sosta: piatti locali, birra artigianale, siamo stati proprio bene! Dopo la sosta pranzo i km da fare sono pochi e molti in discesa!! Si arriva a Soubras per un bel sentierino tecnico, e giunti al paesino, dopo aver girellato un po’ in mezzo ai campi per trovare la traccia giusta, si prende una veloce ma divertente discesa tutta a tornanti che ci porta sul fondovalle. SI entra nell’asfalto e si percorrono gli ultimi 10 km in asfalto verso Cesana.


Distanza: km 43,22
Quota massima : mt. 2.092
Quota minima: mt. 1.151
Aumento di quota: mt. 2.017
Tempo totale: 7:58:48
Tempo in movimento: 3:52:49



Domenica 23/6 - Cesana/Monginevro/Cesana



Il giro della domenica, complice la partenza, è gioco forza ridotto. L’idea è di salire al Passo del Monginevro passando per la frazione di Sagnalonga e fare poi un giro sulle piste del Bike park.
La salita verso Sagnalonga è lunga ma molto pedalabile, pendenze sempre intorno al 6/7% su un buon sterrato che risale a tornanti il bosco sopra Cesana. Ogni tanto, tra gli alberi, si aprono delle belle viste sulla valle.
Da Sagnalonga una breve discesa ci porta a Claviere, ultimo paese italiano prima del confine, si entra nell’asfalto e si arriva a Monginevro. Qui si aprono svariate possibilità e ciascuno sceglie quella che più lo aggrada: Luciano, Andrea Romani, Antonio e Simone Fusi optano per la risalita meccanica con la seggiovia fino a Pres du Gondran, poi salita fino al Forte in bici e rientro sulle piste del Bike Park.
Mario, Tiziano, Simone, Stefano risalgono invece in bici fino al primo step degli impianti per poi buttarsi sui pistini del bike park. Gabriele, Michelle, Andrea T. si godono invece momenti di relax a Monginevro. Massimiliano, Marcello, Paolo e Carmela optano per un’escursione a piedi.
Alle 13,00 siamo di nuovo tutti a Monginevro per una picchiata velocissima su asfalto verso Cesana. Strada perfetta, in 15 minuti siamo all’albergo per una veloce doccia e rientro a casa!





Distanza: km 44,46
Quota massima : mt. 2.437
Quota minima: mt. 1.346
Aumento di quota: mt. 2.116
Tempo totale: 4:53:47
Tempo in movimento: 3:40:40


Alla prossima vacanza!
Luciano

martedì 14 maggio 2013

Elba 2013 - Mare e MTB, il binomio perfetto per un viaggio da ricordare!


Qui le foto del viaggio


Un viaggio in bici è una cosa che non si improvvisa facilmente, ci vuole spirito di avventura, un’adeguata preparazione, la forza di carattere per affrontare percorsi mediamente impegnativi e raggiungere le mete prefissate, un affiatato gruppo che nella nostra associazione non manca proprio!
Il viaggio all’Elba, isola conosciuta e già meta di un viaggio lo scorso anno, aveva delle peculiarità che lo rendevano ancor prima di partire carico di appaganti aspettative. Un’isola bellissima, dove a disposizione dei bikers ci sono percorsi di tutti i tipi che consentono, in pochi km, di passare dai freschi boschi di castagno alla macchia mediterranea, fino ad arrivare alle spiagge più belle ed incontaminate. Lontani dalla confusione del turismo estivo, senza fretta, abbiamo pedalato su questi magnifici percorsi, prendendoci il giusto tempo per godere ciò che la natura ci regalava e portando a casa delle bellissime emozioni, ricordi indelebili della vacanza.
Andrea, Michelle, Carmela, Mario, Marco, Gabriele, Stefano e Luciano: questi i bikers presenti all’appello. Il viaggio era articolato su 3 giorni (venerdì-domenica) con partenze e arrivi scaglionati: 4 persone il venerdì, altre 4 il sabato quando abbiamo fatto un giro tutti insieme, mentre la domenica restiamo in 6 a completare l’ultimo percorso.



Il giro del venerdì si svolge nella parte centrale dell’isola, sui sentieri di crinale che collegano la dorsale elbana da Monte San Martino a Monte Orello. Da qui picchiata sul golfo di Lacona e successiva risalita molto impegnativa al Monte Tambone che quest’anno, a detta dei nostri bikers, è stata un po’ risistemata dopo i danni dell’alluvione del 2011. L’ultimo tratto prevede ancora una discreta salita, la Serra di Literno, che riporta in quota i bikers per le ultime due fantastiche discese in single track a completare il percorso.

Sabato 11 è in programma il giro sui sentieri della parte ovest, sulle pendici del Monte Capanne. Partenza in salita verso il Serrone delle Cime, poi discesa fino a Procchio da dove si percorre per qualche km la strada asfaltata verso Marciana. All’altezza di Redinoce si lascia l’asfalto per prendere il sentiero che in costante salita ci conduce prima al Poggio (a 330 mt di quota) e poi alla sommità del Monte Perone (a quota 630). La salita percorre una stradina stretta ma asfaltata (“la salita tagliagambe”, così recitavano delle scritte sull’asfalto…), faticosa ma tutto sommato fattibile. In vetta una bella area attrezzata sembra sia lì ad attenderci, ed infatti decidiamo di farci il nostro picnic, all’ombra della bella pineta. Si riparte poi verso la parte più attesa dell’itinerario, l’interminabile discesa che dai 630 mt di quota ci porterà fin sul mare.
La prima parte, che si svolge nei boschi misti di castagni, lecci e acacie, è stata disegnata dai free riders elbani: salti, serpentine tra gli alberi con tanto di sponde, tanti tratti guidati da sballo! Poi all’improvviso il bosco lascia il posto alla bassa macchia mediterranea, il panorama si apre e davanti a noi si aprono scenari da cartolina, con i paesini che punteggiano le colline, ed ancora più in basso il mare con il suo colore turchese, un colpo d’occhio bellissimo. Si scende per single track interminabili che si snodano tortuosi tra i massi di granito tipici di questa parte dell’isola.
Superata una cava di granito un breve tratto pianeggiante ci conduce verso l’ultimo viottolo prima del mare, uno strettissimo trail che in mezzo ad un tripudio di fioriture primaverili che profumano e colorano l’ambiente in un modo esaltante arriva proprio sopra la spiaggia di Cavoli.
Notoriamente “assolata e affollata” nei mesi estivi, la spiaggia si presenta invece in una veste inconsueta, poca gente e mare invitante, con Marco non mi faccio sfuggire il primo bagno di stagione! Acqua fredda ma solo all’inizio, poi si stava veramente bene!!
Si riparte in direzione Marina di Campo, la prima parte è in asfalto ma superata la spiaggia di Palombaia  uno stretto single track a precipizio sul mare rende di nuovo appassionante il percorso. Si arriva a Marina e da qui un breve trasferimento pianeggiante ci conduce ai piedi dell’ultima salita che ci riporterà sul Monte San Martino. Salita di quelle toste, uno stretto sentiero che si inerpica nel bosco di leccio e corbezzolo, nei tratti più ripidi l’acqua ha scavato dei profondi solchi che lo rendono oltremodo tecnico. Si spinge un po’, ci si sfida sui tratti tecnici ma pedalabili, la salita è dura ma sicuramente non noiosa… Raggiunto il crinale un breve tratto di piano e poi giù in discesa verso Villa Napoleone, con l’ultimo sentiero veramente da libidine, fluido, veloce, fondo battuto, insomma quello che ci voleva dopo la fatica della salita. Si ritorna all’albergo alle 18, 8 ore di uscita per 60 km!

Domenica 12 è invece in programma il giro sul Monte Calamita. Fin dai tempi degli Etruschi sull'isola d'Elba si estraeva il ferro, e fino agli anni ‘80 l’attività mineraria era l’occupazione principale degli elbani. Il promontorio di Calamita, dietro all'antico borgo di Capoliveri, è stato per secoli il sito principale di questa attività. Da qui parte una strada sterrata perfettamente pianeggiante che si inoltra verso la parte più estrema del promontorio, con panorami mozzafiato sulla frastagliata costa sottostante.
Il bello viene dopo pochi chilometri, all’altezza della spiaggia dell’Innamorata uno stretto sentierino scende in picchiata verso la spiaggia, ad ogni tornante sembra quasi di precipitare nel mare sottostante. Dalla spiaggia si attraversa poi un rilassante tratto di di macchia mediterranea e ci si dirige verso i resti della miniera: strutture arrugginite e fatiscenti sovrastano montagne di residui minerari, direttamente sul mare, un contrasto veramente incredibile.
I nostri amici elbani, che da qui fanno passare la GF di Capoliveri (Legend CUP) hanno disegnato nella zona mineraria dei bellissimi percorsi. Dal mare si risale infatti a Poggio Polveraio, poco sopra la panoramica, dove ci aspettano scenari da Gran Canyon. 
Arrivati alla Fattoria delle Ripalte un ultimo strappetto verso Poggio Fino ci porta alla lunga discesa che con un'infinità di tornantini, su fondo un pò smosso ma molto divertente, precipita sulle spiagge incontaminate e deserte della costa orientale; un'occasione da non perdere per fare un bel bagno tutti insieme, e questa volta nessuno ha dimenticato il costume in albergo!!



Si arriva stanchi, felici ma anche con un leggero dispiacere, consapevoli che la vacanza volge al termine; ricordiamoci però che l’arrivo di oggi è il presupposto per la partenza di domani,  o perlomeno questa è la mia filosofia!
Alla prossima!